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Domenico Mangiapane, dai Monti Sicani al Salone del Gusto di Torino: storia di un custode della tradizione siciliana

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Domenico Mangiapane porta i Monti Sicani al Salone del Gusto di Torino. Non soltanto un allevatore e casaro, ma un custode di saperi antichi, tecniche artigianali e di una tradizione casearia che continua a vivere grazie al lavoro quotidiano nelle campagne di Cammarata.

È stato proprio Mangiapane, allevatore e casaro di Cammarata, a condurre un laboratorio dedicato alla tradizione casearia siciliana nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto, l’appuntamento internazionale dedicato alla cultura del cibo, alla biodiversità e alle produzioni sostenibili. L’iniziativa è stata promossa dalla Condotta Slow Food Monti Sicani e ha acceso i riflettori su una realtà produttiva profondamente legata al territorio.

Al centro della sua dimostrazione, la trasformazione artigianale del latte crudo. Un lavoro fatto di gesti precisi, esperienza e conoscenza della materia prima. Mangiapane ha mostrato al pubblico le diverse fasi della lavorazione, soffermandosi in particolare sulla filatura manuale della pasta, una tecnica che rappresenta uno dei passaggi fondamentali per la produzione di formaggi tradizionali come la provola e il caciocavallo.

Ma dietro quel gesto apparentemente semplice c’è una storia molto più grande. C’è il rapporto tra l’allevatore, gli animali, i pascoli e l’ambiente. C’è una conoscenza tramandata nel tempo che trova ancora oggi una sua precisa identità nei Monti Sicani.

E proprio la Vacca Modicana è stata una delle protagoniste del laboratorio. Una razza bovina autoctona, caratterizzata dal tipico mantello rosso e particolarmente adatta agli ambienti collinari e montani della Sicilia. Il suo latte viene prodotto in quantità inferiori rispetto a quello delle razze maggiormente utilizzate negli allevamenti intensivi, ma è profondamente legato al pascolo e alla varietà delle essenze spontanee presenti nel territorio.

È questa la filosofia che accompagna il lavoro di Domenico Mangiapane: valorizzare la qualità senza separarla dal territorio che la genera. L’allevamento, la trasformazione del latte e la produzione del formaggio diventano così parti di un’unica filiera, nella quale ogni elemento contribuisce a definire il prodotto finale.

La partecipazione a Terra Madre ha quindi rappresentato molto più di una semplice vetrina. Per Mangiapane è stata l’occasione per raccontare davanti a un pubblico internazionale il valore di un mestiere fatto di sacrificio, manualità e conoscenza. Un mestiere che conserva il legame con la terra e che, allo stesso tempo, può guardare al futuro.

La storia di Domenico Mangiapane racconta così una Sicilia rurale capace di uscire dai propri confini senza perdere la propria identità. Dai pascoli dei Monti Sicani al Salone del Gusto di Torino, passando attraverso il latte crudo, la lavorazione artigianale e la Vacca Modicana.

Un viaggio nel quale il protagonista non è soltanto il formaggio, ma l’uomo che ogni giorno, con il proprio lavoro, contribuisce a custodire una parte preziosa della memoria agricola e gastronomica siciliana. E proprio attraverso esperienze come quella di Terra Madre, questa tradizione può continuare a essere conosciuta, apprezzata e tramandata alle nuove generazioni.

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