Quasi due anni di complesse e articolate indagini, culminate con il blitz di questa notte. All’alba, la squadra mobile di Agrigento, diretta da Giovanni Minardi, ha sgominato un traffico illecito di sostanze stupefacenti. La retata antidroga ha coinvolto le province Agrigentina, Nissena e Catanese. L’operazione della Polizia, che avrebbe ricostruito una presunta associazione a delinquere, è stata denominata “Hybris”. Arrestate in carcere 25 persone: 14 di Licata, uno di Canicattì, sei di Gela, due di Catania e due campani, dove hanno operato i rispettivi distretti di Polizia. Inoltre, una donna di Licata è stata sottoposta alla misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Le misure cautelari sono state firmate del Gip del tribunale, su richiesta della Procura di Palermo. Sono in tutto quaranta i soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico e al commercializzazione della droga, e in alcuni casi, anche di armi. L’epicentro dell’inchiesta è stato l’hinterland licatese ed in particolare il quartiere popolare tradizionalmente noto come “Bronx”. L’inchiesta è partita dopo che, nell’ottobre del 2020, un indagato di Licata e l’altro di Gela, sono stati protagonisti di alcuni episodi delittuosi. Le indagini hanno fatto emergere che, con la famiglia del suo aggressore, il presunto capo dell’organizzazione licatese avrebbe avviato un “patto”, finalizzato alla commercializzazione di cocaina. Gli investigatori hanno acquisito  gravi indizi sul ruolo di ciascun componente dell’organizzazione, superando tutte le accortezze poste in essere dagli indagati.  Le indagini sono state rese difficili perché gli indagati hanno installato numerosi impianti di video sorveglianza, hanno predisposto vedette per controllare gli accessi alla base operativa dell’associazione, e sono ricorsi al sistematico, ma vano, utilizzo di social network e messaggistica istantanea. Nelle more dell’inchiesta sono state sequestrate ingenti quantità di cocaina.

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